Lavoro, lo sfogo di Bersani e le parole della Camusso

Mentre il presidente Napolitano fa sapere che "la riforma del lavoro non è solo l'articolo 18", la Cgil ha proclamato otto ore di sciopero generale contro i futuri provvedimenti del governo. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, durante la conferenza stampa sulla riforma del mercato del lavoro, ha detto: "Il governo scarica sui lavoratori, sui pensionati e sui pensionandi i veri costi delle operazioni che vengono fatte". Leggi Spiriti animali addomesticati di Giuliano Ferrara - Leggi Alla fine il grande verbalizzatore Monti fa una riforma tosta e di sostanza di Marco Valerio Lo Prete
12 AGO 20
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Mentre il presidente Napolitano fa sapere che "la riforma del lavoro non è solo l'articolo 18", la Cgil ha proclamato otto ore di sciopero generale contro i futuri provvedimenti del governo. Il leader della Cgil, Susanna Camusso, durante la conferenza stampa sulla riforma del mercato del lavoro, ha detto: "Il governo scarica sui lavoratori, sui pensionati e sui pensionandi i veri costi delle operazioni che vengono fatte. L'esecutivo sembra voler portare in Asia l’immagine che in Italia si può licenziare facilmente". Per la Camusso la riforma "non può coinvolgere il settore pubblico", mentre sul tema dei licenziamenti "c'è il rischio di un uso indiscriminato, contro i lavoratori, dei licenziamenti economici". E poi: "Non si può contrabbandare la necessità di nuove regole con la crescita del paese". "Di magliette con su scritto 'Fornero al cimitero' non vogliamo vederne", ha detto la Camusso sull'episodio della fotografia di Diliberto insieme a una donna.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si è sfogato in Transatlantico con Cesare Damiano: "Se devo concludere la vita con la monetizzazione del lavoro, non lo faccio, non so come faremo con una roba così". Ora, ha spiegato, "chiediamo un passo avanti e chiediamo di accorciare i tempi della giustizia" per le cause di lavoro. Non solo, per Bersani deve sparire la distinzione procedurale tra licenziamenti disciplinari ed economici: "Lasciamo che sia il giudice a decidere, in entrambi i casi".
"Se Bersani non trova il coraggio di rivendicare anche a proprio merito la proposta di riforma del mercato del lavoro, raggiunta grazie alla competenza del ministro Fornero, alla coerenza del presidente Monti, all'aiuto costante del Presidente della Repubblica, nonché beninteso al contributo determinante del Pdl, perderebbe l'ennesima occasione per presentarsi come una forza autenticamente riformista e di governo". E' quanto dichiara in una nota il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi.
"Il giudizio per ora è sospeso. Servono modifiche". E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sulla riforma del mercato del lavoro. In particolare, ha spiegato Angeletti, sull'articolo 18 "chiediamo l'introduzione di un sistema di verifiche da parte dei sindacati sulla oggettività delle motivazioni che l'azienda adduce per il licenziamento. E' quello che accade in Germania. Se c'è questa modifica noi daremo giudizio positivo altrimenti chiederemo al Parlamento di apportare tale modifica". In secondo luogo, la Uil chiede "l'istituzione di un fondo che sostenga i lavoratori che rischiano di essere espulsi e che non hanno l'eta' per andare in pensione. Questo problema al momento non e' risoltodagli ammortizzatori sociali". "L'unita' sindacale negli ultimi anni ha avuto varie fasi ma non credo che abbia una fine definitiva – ha continuato Angeletti, rispondendo a chi gli chiedeva se la diversa posizione del sindacato sulla riforma del mercato del lavoro segni la fine dell'unita' tra Cgil, Cisl e Uil – Abbiamo opinioni diverse ma non è un dato perenne. Ci sono ora questioni molto piu'importanti, come quella della riforma fiscale sulle quali abbiamo le stesse posizioni".
''Senza voler criminalizzare nessuno - aggiunge il sindacalista e senza evocare tragici scenari del passato, manca in molti la consapevolezza delle parole e dei gesti che si compiono e dei conseguenti effetti. Occorre da parte di tutti recuperare il senso di responsabilità, del decoro e della misura, qualità che il ministro Fornero in ogni occasione dimostra di avere''. "La riforma del mercato del lavoro la vedo in senso negativo. L'articolo 18 aveva una funzione di deterrenza nei confronti di comportamenti dei datori di lavoro scorretti. Perché non è tanto lo strumento in sé attuato in seguito al licenziamento, quanto il fatto che, fino adesso, spinge il datore di lavoro ad evitare comportamenti scorretti". A parlare è Giovanni Cannella, giudice del lavoro con 40 anni di esperienza alle spalle, che con Labitalia interviene nel dibattito sulla riforma. "Noi - sottolinea - come giudici del lavoro ci siamo resi conto che prima dell'articolo 18 non ci sono state cause. E' evidente che nelle aziende dove non c'è questa tutela non esistono praticamente cause fatte dai lavoratori". "Questo perché – osserva il giudice Cannella – durante il rapporto di lavoro il dipendente teme il licenziamento". "Fare causa per il pagamento dello straordinario, per il riconoscimento delle qualifiche ad esempio – aggiunge Giovanni Cannella – non sempre è facile. Il lavoratore teme di essere licenziamento, perché non ha garanzie. Mentre per chi è garantito dall'articolo 18 cause di questo tipo sono normali". "Stiamo parlando - conclude - di una garanzia che riguarda non solo i licenziamenti, ma tutti i diritti del lavoratore, cioe' garantisce la possibilità di esercitare e di far valere i propri diritti per tutti i lavoratori. Quindi si tratta di una riforma che può mettere in discussione tutto l'impianto di tutele esistente nel mondo del lavoro".